Accadde oggi, 14 Dicembre: 1856, s’inaugura il Casinò di Monte Carlo, “figlio” di quello di Bagni di

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  Accadde oggi, 14 Dicembre; 1856, s’inaugura il Casinò di Monte Carlo, “figlio” di quello di Bagni di Lucca!

  Ma la prima vera roulette d’Europa, girò a Bagni di Lucca, nell’elegante e neoclassico Casinò, voluto da Ludovico di Borbone, che poteva far…girare la storia di Lucca, in maniera diversa!

  di Daniele Vanni

  Il Casinò di Monte Carlo, un complesso dedicato al gioco d’azzardo e di intrattenimento, situato (e forse vero centro) nel Principato di Monaco, venne inaugurato il 14 Dicembre 1856.

  Comprende oltre il casinò vero e proprio, il Grand Théatre de Monte Carlo e la sede de Les Ballets de Monte Carlo.

  Il Casinò è di proprietà della Société des Bains de Mer de Monaco, una società per azioni in cui, c’era da aspettarselo! il governo di Monaco e la famiglia Grimaldi hanno una quota di maggioranza.

  La società possiede anche i principali alberghi, club sportivi, stabilimenti, ristorazione, il porto ed alcuni locali notturni in tutta Monaco.

  Il casinò è stato costruito, in stile barocco ottocentesco, dall’architetto Charles Garnier,che ha anche creato l’Operà di Parigi: un palazzo pieno di affreschi e sculture, con uno straordinario atrio d’oro e di marmo. Lo stile architettonico dell’edificio attuale è chiaramente Secondo Impero, stile molto legato a Garnier, uno dei suoi massimi esponenti, e noto anche come “Napoleone III”.

  Nel 1854, il gioco d’azzardo fu legalizzato dal principe Florestano I di Monaco.

  Il casinò aprì nel 1856 in un villaggio vicino al porto.

  Il Principe Carlo III ordinò la costruzione di un nuovo quartiere, chiamato Monte Carlo, e un nuovo casinò rientrava in questo progetto.

  Per rendere il casinò di maggior successo fu dato in concessione per 50 anni ad un individuo di nome Fran?ois Blanc nel 1861. L’apertura di nuove strutture avvenne nel 1863.

  Il casinò,…e la speculazione immobiliare! (del resto a Genova si scherzava sull’origine del nome dei Grimaldi, tra le cinque famiglie più potenti, assieme ai Doria, Fieschi, Spinola, Imperiali, ma importanti erano anche i…Grillo, e quell’oggetto usato per scardinare serrature, quando non si è in possesso della chiave: il…grimaldello!)?basterebbe vedere l’origine del nomea Monte Carlo portarono velocemente grande fortuna alla famiglia Blanc e alla famiglia regnante. Carlo III, quindi, decise di abolire ufficialmente tutte le tasse nel Principato di Monaco!

  Nel 1878, Marie Blanc, la ricca vedova di Fran?ois Blanc (morto nel 1877), incaricò l’architetto Charles Garnier di rinnovare il Casinò di Monte Carlo e costruire all’interno un teatro prestigioso (il Grand Théatre de Monte Carlo), cosicché quello nuovo risultò sontuosamente decorato con arazzi lussuosi, dipinti, e dettagli dorati e barocchi: nello stille, insomma, allora in voga.

  Il casinò è sicuramente all’origine delle fortune di Carlo III di Monaco e dei suoi successori (Alberto I, Luigi II, Ranieri III ed Alberto II), che poi si moltiplicheranno in parte con operazioni speculative immobiliari, in parte con banche e finanza.

  Dal 1863, il casinò è gestito dalla Société des Bains de Mer.

  Il suo fatturato annuo non è più ormai che una piccola parte dei ricavi del principato e della famiglia Grimaldi.

  Il Casinò di Monte-Carlo è situato in una posizione privilegiata nel percorso del Gran Premio di Monaco per gli spettatori. Si trova infatti proprio all’ingresso del Casinò da cui si ha una vista panoramica.

  Ma a noi interessa, prendendo a pretesto l’evento storico odierno, parlare o di un piccolo casinò, molto elegante che sorse molto tempo prima e ad opera di due parigini, e? che, se lasciati stare…

  Non so se avrebbero creato di Bagni di Lucca e della stessa Lucca, un principato ricco come quello di Monaco, e liberato i Lucchesi dalle stesse, fatto che avrebbero sicuramente celebrato con una processione annuale non minore di quella che riservano al Volto Santo! Ma, di sicuro, avrebbero certo anche potuto scongiurare, con le sicure, cospicue entrate, che il Ducato di Lucca fosse svenduto a Firenze con tutte le conseguenze, politiche, che ancor oggi noi paghiamo!

  Fatto sta che i due parigini non approdarono a niente, rientrarono in patria e si dice siano stati tra i promotori della casa da gioco monegasca!

  Stiamo parlando e andando con il pensiero a Ponte a Serraglio, di Bagni di Lucca, dove si trova l’incantevole Casinò dei Giuochi,con l’ampia terrazza che si affaccia sul Lima e sulle vecchie case del borgo, cosiddetto, perché Castruccio Castracani lo concepì come un paese-ponte-barriera: che funzionasse da dogana (e quindi tasse!) per i commerci della Val di Lima, verso Lucca e viceversa, ma anche come forte ostacolo contro le invasioni, specie provenienti da Firenze.

  Il Casinò, molto più piccolo, ma certo molto più elegante, in stile neoclassico, fu edificato dall’architetto Giuseppe Pardini (allievo e successore del grande Nottolini) nel 1839 e presenta una facciata con sei semicolonne ioniche e quattro pilastri ai quattro angoli. Fasce decorative con trofei di strumenti musicali e ludici completano l’insieme. Al centro l’antefissa con lo stemma dei Borboni-Parma. L’edificio comprende un vestibolo, la Sala grande, detta delle Feste o dei gigli borbonici; la sala della Lira, detta un tempo Sala delle Signore, cui si accede attraverso la Galleria; la Sala da gioco detta del Pavone; il gabinetto di lettura (oggi Bar), la sala del Biliardo o del Caffè.

  

  A costruire il Casinò furono due imprenditori francesi, Adrien Mathis ed Edouard Ginnestet, che ottennero dal Duca di Lucca Carlo Lodovico (gran giocatore in tutta Europa, ma soprattutto a Vienna e che dovette ricorrere a continui prestiti, come tutti i malati di gioco) la privativa del gioco d’azzardo in cambio della costruzione del Casinò.

  Si giocava al Faraone, alla Reale, al Biribisso (l’antica roulette), al Casinò si svolgevano anche feste da ballo, accademie letterarie e musicali. Qui si svolsero memorabili feste da ballo, litigi, sfide a duello fra nobili e avventurieri.

  E l’accoppiata: terme-casinò poteva essere davvero vincente, ma dopo appena otto anni di vita, tutto cessò!

  Nel 1847, il Ducato di Lucca passò (fu venduto dal Duca-giocatore!) al Granducato di Toscana e il Granduca Leopoldo proibì il gioco d’azzardo. Vicino al Casinò vi è un villino a tre piani che fu vinto alla lotteria nel 1839 dal critico e giornalista Jules Janin, nel quale soggiornarono nel 1825 il poeta e scrittore francese Alphonse de Lamartine e Gerolamo Napoleone, principe di Montfort, figlio del fratello minore di Napoleone.

  Nelle sale del Casino la più bella aristocrazia europea giocò fortune al “biribisso”, antenato dell’odierna roulette, al “faraone”, alla “reale” e ad altri antichi giochi d’azzardo, molti dei quali furono inventati proprio a Bagni di Lucca.

  Qui girò la prima roulette d’Europa, secondo le modalità moderne. Infatti il gioco del rosso e nero fino ad allora si effettuava con una ruota verticale o con l’estrazione di numeri colorati: Mathis introdusse il piano orizzontale e la pallina d’avorio.

  A Bagni di Lucca il gioco d’azzardo pubblico, in verità, era praticato sin dal XV secolo, contribuendo con i suoi proventi a sanare le finanze della gestione delle Terme, ed è stato praticato un po’ ovunque, anche al Circolo dei Forestieri dove, nel 1953, girò per l’ultima volta la roulette.

  Amante della vita mondana e del gioco, Carlo Lodovico nel 1836, su richiesta del francese Adrien Mathis, autorizzò la costruzione del nuovo Casinò a Ponte a Serraglio, che alcuni anni dopo il suo successore il Granduca di Toscana Leopoldo (amante della vita tranquilla e sobria), fece chiudere per un dissenso col gestore del gioco a riguardo di una festa danzante, consentendovi al suo interno solo concerti e alcune veglie danzanti.

  I due parigini, ma soprattutto Mathis, tornarono nella più liberale e avanzata Francia, dove la pallina gira ancora…mentre la fortuna, ha voltato definitivamente le spalle a Bagni di Lucca ed alle sue terme!